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Si parte
una mattina presto, si prepara il sacco con il
necessario, e si
guarda la cima con molte speranze, molti sogni e
tanto entusiasmo.
Il
sentiero passa sul crinale della montagna, a
volte è ripido, tortuoso; a volte pianeggiante.
Si
vedono le impronte lasciate da chi è passato
prima di noi, segni molto marcati, segni leggeri
o non leggibili.
Si va
avanti e di tanto in tanto ci si ferma per
gioire del paesaggio, dei profumi e dei suoni,
inoltre per dare una sbirciata dietro,
vedere la strada che si è già fatto.
Sopra,
un cielo blu con nuvole sparse, grandi e piccole
che a volte coprono il sole e danno uno
strano sentore, ma vai ancora avanti su per il
sentiero, tanto sei consapevole che se ne
andranno.
Ti fermi
ancora ad assaporare il paesaggio, getti lo
sguardo nel fondo valle e vedi la nebbia,
ma non ti preoccupa, è giù in basso e
oltre a tutto sei assopito nei tuoi pensieri e
dal desiderio di andare avanti.
Poi ad
un tratto un forte colpo di vento spinge la
nebbia verso l’alto, e t’immerge in un fitto
manto bianco.
Sei
smarrito, angosciato, e pare che il tempo si sia
fermato.
Ti
guardi attorno e non vedi altro che nebbia:
tutto quello che prima vedevi c’è ancora, ma
tu non lo vedi. Tutti i profumi che
sentivi, ora non li senti più, senti solo uno
strano vuoto dentro di te e un freddo
dentro le ossa che di fa venire i tremiti.
Pure la
scelta del sentiero che prima percorrevi sicuro
non ti sembra la più corretta.
Speri
che un colpo di vento faccia sparire la
nebbia e che tutto si stato un
sogno………, ma non succede.
Molti
pensieri passano per la testa, molti sentimenti
riaffiorano. Potresti farti prendere dalla
disperazione, ma non servirebbe che a peggiorare
la situazione.
Ritornare
sui tuoi passi, anche questo non è possibile.
Allora
aspetti, fai solo qualche piccolo passo
“pesato”, per di più ti accorgi che il
tempo non si è fermato.
In
seguito, piccoli aliti di vento muovono la
nebbia e a volte riesci a scorgere qualche
forma, e allora vai avanti. Poi ancora soffi di
varia energia che la diradano o la
addensano, e persino momenti in cui scorgi il
sole che t’intiepidisce, ma quel freddo nelle
ossa è rimasto dentro di te e non se n’andrà.
Continui
sul tuo sentiero con tempi buoni e cattivi e ti
avvicini alla meta e al tramonto, la nebbia
oramai non da più fastidio, arriva la notte.
Ti
addormenti nella speranza che al mattino il
sole, quando si alza dietro alle montagne, ti
abbaglierà con i suoi raggi: da non poter
vedere, solo intravedere le forme delle catene
di monti. Ma vedrai chiaro tutto quello che ti
circonda e che avrai vicino.

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