GALLO CEDRONE
Tetrao urogallus
L'habitat di questa specie si estende su una fascia compresa fra i 1.000 e i
1.800 mt. di altitudine. Preferisce vecchie conifere con elementi di foresta
decidua e ricco sottobosco a mirtillo e lampone, all'interno dei quale ricerca
il suo nutrimento estivo. La dieta invernale è, invece, composta da aghi e
gemme di abete rosso. Necessita di vecchi alberi secchi dove si riposa e si
accoppia, di grandi ceppaie e tronchi marcescenti coperti di muschio per
inscenare le spettacolari parate nuziali e per la nidificazione. l pulcini,
assai precoci, si nutrono di insetti, formiche e loro larve.
FAGIANO Di MONTE
Tetrao tetrix
Vive sopra il limite dei bosco dove gli alberi vanno diradandosi, dai 1.100
ai 2.000 mt. di altitudine Legato principalmente ai boschi di conifere, il
Gallo forcello, com'è più spesso denominato, si nutre di gemme di
conifere, salice, ontano, sorbo e pioppo oltre che di bacche e parti della
pianta dei mirtillo nero. I pulcini, nei primi mesi di vita, mangiano
esclusivamente piccoli insetti; solo successivamente si abitueranno a
nutrirsi dei tipici alimenti degli adulti. l maschi adulti sono sedentari e
fedeli al loro territorio, dove si esibiscono nelle note parate di
corteggiamento, mentre le femmine e i giovani possono raggiungere territori
molto lontani da quello di origine
FRANCOLINO Di MONTE
Sonasa bonasia
La sua presenza è legata all'esistenza di boschi di latifoglie o misti con
sottobosco ricco di erbacee produttrici di frutici e bacche che
costituiscono il suo nutrimento.In estate, si nutre anche di insetti e
piccole chiocciole condividendo la dieta dei pulcini.Nell'Europa meridionale
la specie è presente solo nell'area alpina, sebbene sia il Tetraonide
meglio distribuito e quello che scende alla quote più basse.Nei boschi
delle Alpi Orientali risulta abbastanza frequente sebbene il suo
comportamento elusivo non consenta spesso di rilevarne la presenza
PERNICE BIANCA
Lagopus mutus
Presente nell'area alpina dai 2.000 ai 3.500 mt. di altitudine nella fascia
corrispondente ai limite degli alberi, in praterie e terreni con sporgenze
rocciose, tra lo sfasciume delle rocce dove la neve resta tutto l'anno. In
estate si nutre principalmente di foglie e gemme di salice nano, di mirtilli
e di varie erbe alpine, mentre in autunno di bacche. D'inverno, frequenta
crinali e pendici soleggiati dove la neve si scioglie per prima e solo in
occasione di copiosi e perduranti innevamentii degli abituali ambienti
tipici della specie, essa si sposta temporaneamente verso il basso


